Direttiva Habitat violata. L’Unione europea ha aperto l’ennesima procedura di infrazione contro l’Italia, EcoRadicali: rientriare subito nella legalitàDirettiva Habitat violata. L’Unione europea ha aperto l’ennesima procedura di infrazione contro l’Italia, confermando il record non certo invidiabile di 90 violazioni a carico del nostro Paese. Questa volta Bruxelles interviene sulla mancata designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e mancata adozione delle misure di conservazione. 

L’Italia è indietro nel recepimento della Direttiva  del 1992, che prevede la designazione delle Zone Speciali di Conservazione, che costituiscono le componenti primarie della Rete Natura 2000, necessarie per preservare gli habitat naturali. Queste andavano stabilite dalle regioni entro sei anni dall’identificazione dei Siti d’interesse comunitario, che l’Italia avrebbe dovuto definire entro il 2006. A quasi 10 anni di distanza, le regioni non hanno completato neanche il 10% dei procedimenti.

Basti pensare che, dei 2.299 Siti d’Interesse comunitario (Sic) individuati, soltanto 27 hanno completato l’istruttoria per la designazione a Zone Speciali di Conservazione e soltanto 609 siti quella di Zone di Protezione Speciale (Zps).

Sono carenti, se non del tutto assenti, o addirittura errate la “Valutazioni d’Incidenza”, ovvero le valutazioni che i governi regionali, in base alle norme Ue, dovrebbero garantire per valutare l’impatto degli interventi.

L’Associazione Radicale Ecologista lancia una mobilitazione per l’immediato rientro nella legalità e il rispetto delle prescrizioni previste nella Direttiva Habitat, promuovendo una petizione al Ministro Galletti e al Governo strutturata attorno a tre proposte principali:

  • intervenire, attraverso Legge comunitaria, al fine di garantire la corretta applicazione della Valutazione di Incidenza, prevedendo tempi certi per le procedure regionali e il potere sostitutivo del Ministero;
  • l’emanazione di un Regolamento attuativo che, nel rafforzare i poteri di indirizzo e coordinamento del Ministero, aumenti i poteri di vigilanza, preveda sanzioni per le amministrazioni regionali inadempienti e promuova criteri improntati di maggiore trasparenza e partecipazione delle procedure di Valutazione di Incidenza;
  • moratoria preventiva delle attività venatorie e delle licenze edilizie, ad esclusione degli interventi di restauro e consolidamento, nei Siti di Interesse Comunitario.

Fabrizio Cianci, Segretario EcoRadicali – Associazione Radicale Ecologista


firma

 

Condividi: