Botticelle: 41 indagati. Fabrizio Cianci: aboliamole, non rappresentano la tradizione di Roma

Botticelle: 41 indagati. Fabrizio Cianci: aboliamole

È notizia di oggi che 41 vetturini di botticelle sono indagati per maltrattamenti. La magistratura inizia a far luce su quanto appariva molto chiaro a tantissimi romani già da anni, con cavalli sofferenti o che stramazzano in piena Via del Corso o in altre vie centrali della metropoli.
Oltre 13mila cittadini sottoscrissero la proposta di delibera d’iniziativa popolare che chiedeva l’abolizione delle botticelle. Il 20 marzo 2014, trincerandosi dietro la «tradizione» e i posti di lavoro, l’Assemblea capitolina respinse la proposta di delibera.
Su 48 consiglieri comunali, parteciparono al voto in soli 27 e soltanto in 7 votarono a favore.
E allora vale la pena di approfondire sia l’aspetto dell’occupazione chee della tradizione. In base ai dati 2012, i vetturini sono solo 42: mica un esercito!
Ma la forzatura appare evidente (e anche fastidiosa) rispetto alla questione della «tradizione». Le botticelle sono davvero un irrinunciabile simbolo della tradizione romana?
L’etimologia è indicativa non della loro funzione attuale bensì di quella originaria: trasportare botti. Botti piene di olio, di vino, o di altre mercanzie che necessitavano di essere movimentate per il commercio cittadino, in tempi ormai remoti. L’attuale funzione turistica nasce con lo sviluppo del turismo di massa, dalla metà degli anni ’50 in poi: dove sarebbe quindi la tradizione?
Se vogliamo parlare di tradizioni, facciamolo. La cultura romana ha sempre rispettato gli animali, anche con precisi regolamenti e stanziamenti. La nostra è una città che cura i suoi gatti da millenni e, nel caso delle botticelle, già dalla metà del ‘500, il Comune aveva emesso norme molto rigide per evitare l’affaticamento degli animali.
Oggi, invece, ci ritroviamo in una città che neanche riesce a dotarsi di un Regolamento comunale per il benessere animale degno di questo nome; contestualmente, l’inchiesta “Mafia Capitale” ha messo in luce come lo smantellamento dei gattili e canili comunali fosse divenuta occasione di malaffare: cani e gatti deportati nelle coop di Buzzi e Carminati senza alcun bando o gara pubblica. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso, apprendiamo che le operatrici e gli operatori dei canili che, per oltre 20 anni, hanno curato con dedizione questi animali, verranno licenziati in massa.
Quindi: basta con queste botticelle. Altro che tradizione, casomai è il simbolo della mercificazione e della distorsione dell’immagine di Roma.
Abbiamo tanti bambini autistici o con handicap: perché non studiare dei progetti di ippoterapia nei parchi? Credo che i cavalli sarebbero più contenti: almeno eviterebbero di trasportare, ogni giorno, carichi fino a 800 kg nel traffico impazzito di Roma. E forse sarebbero più contenti anche i vetturini nel fare un mestiere più utile alla loro città.

Fabrizio Cianci
Segretario EcoRadicali – Associazione Radicale Ecologista
Candidato nella Lista RADICALI al Consiglio comunale di Roma e nel Municipio 5 (Pigneto, Tor Pignattara, Casilino23, Centocelle, Alessandrino, La Rustica, Tor Sapienza)

2 Comments

  1. Abolite subito questo orrore. Gli animali vanno trattati con rispetto.

  2. anna falcucci

    30 aprile 2016 at 18:19

    sn pienamente daccordo!mettiamo l.uomo ai lavori forzati!loro meritano rispetto a differenza di qst esseri indegni….L.UOMO!

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