La nuova legge sui Parchi. Un attacco all’ambiente e alla democrazia

La nuova legge sui Parchi. Un attacco all'ambiente e alla democrazia

Dopo l’approvazione in Senato, la Camera dei Deputati discuterà la proposta di legge che rivoluziona (in peggio) la legge sui Parchi.

La proposta di legge, nel suo insieme, considera i parchi naturali non tanto come dei beni preziosi da proteggere, quanto dei beni da utilizzare per ricavarne un profitto economico.

All’articolo 5 la proposta di legge permette la caccia nelle aree contigue a tutti gli iscritti al relativo ambito territoriale di caccia. Finora la caccia nelle aree contigue era permessa solo ai residenti comunali.

All’articolo 8 la proposta di legge consente la cessione a terzi di parti di aree protette per scopi industriali.

All’articolo 9 la proposta di legge prevede piani di gestione di uccelli e mammiferi (cioè consente abbattimenti all’interno dei parchi).

All’articolo 26 la proposta di legge prevede che le associazioni riconosciute dal Ministero dell’Ambiente siano presenti in 10 regioni. Finora era invece richiesta alle associazioni la presenza
in 5 regioni per ottenere il riconoscimento. La nuova norma renderà più difficile alle associazioni ottenere il riconoscimento.

All’articolo 28 è prevista la svendita da parte dei parchi dei cosiddetti “servizi ecosistemici”.

All’allegato 1 sono elencate le specie animali alloctone e le aree nelle quali esse vanno comunque considerate autoctone. Poiché l’articolo 9 prevede piani di gestione finalizzati all’eradicazione o al contenimento, e poiché tali aree sono molto limitate, ciò potrà portare di fatto all’apertura della caccia nei parchi ed allo sterminio di intere specie, che spesso non sono affatto alloctone; ad esempio, il cinghiale ed il cervo nobile potranno essere sterminati ovunque eccetto che in Sardegna, pur non essendo affatto alloctoni, e la capra selvatica potrà essere sterminata ovunque, eccetto che a Montecristo.

Per tutti questi motivi la proposta di legge è estremamente dannosa per la conservazione della natura ed occorre fare ogni sforzo per impedirne l’approvazione.

Carlo Consiglio, docente ordinario di Zoologia presso La Sapienza di Roma fino al 1997. attivista EcoRadicali e Presidente Onorario LAC (Lega Abolizione Caccia)

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2 Comments

  1. Tommaso Todini

    29 gennaio 2017 at 15:35

    Che emozione rileggere Carlo Consiglio. Lo conobbi anni fa quando con Adele Faccio e gli ecoradicali di allora facevamo le iniziative per i referendum anticaccia. Un abbraccio Prof!

  2. Tommaso Todini

    29 gennaio 2017 at 15:36

    Un grande piacere e onore che una pietra miliare del movimento anticaccia faccia parte degli EcoRadicali

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