Raccolta firme: breve guida e consigli per allestire un tavolo

Una breve guida e consigli per allestire un tavolo raccolta firme per le nostre campagne

1. IL PREAVVISO ALLA QUESTURA

Effettuare un tavolo di raccolta firme in luogo pubblico non richiede alcuna autorizzazione da parte degli organi di Pubblica Sicurezza (Questura).
Sarà necessario consegnare alla propria Questura di competenza la richiesta scritta, almeno tre giorni prima della tenuta del tavolo.

È possibile anche rivolgersi al proprio Comune per ottenere l’Autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. Tieni però presente che molti Comuni rilasciano tale Autorizzazione dietro pagamento. Invece, recandosi alla Questura, non comporta alcun onere.

L’autorizzazione – apposta anche con semplice timbro e firma alla tua domanda – deve essere portata al tavolo perché può essere richiesta dai Vigili Urbani.

2. IL MATERIALE PER ALLESTIRE UN TAVOLO

Ecco cosa portare al tavolo:

  • l’Autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico
  • i moduli di raccolta firme
  • penne (inchiostro nero)
  • nastro adesivo trasparente (scotch)
  • i volantini
  • tavolo pieghevole, facilmente trasportabile
  • sedie pieghevoli
  • un contenitore (scatola, barattolo o salvadanaio) per chiedere i contributi.

È importante che il tavolo sia visibile anche da lontano. Ognuno di noi deve mettere in moto la fantasia per slogan efficaci e… colorati. Sul fronte del tavolo si può apporre un piccolo striscione, anche fatto a mano. È utilissimo procurarsi almeno un paio di pannelli verticali sui quali appendere i cartelli riguardanti l’iniziativa.

3. DOVE E QUANDO ALLESTIRE IL TAVOLO

Nelle zone centrali delle città, nelle vie dello shopping. Oppure presso eventi (sportivi, culturali). In ogni caso in luoghi molto frequentati e preferibilmente nei fine settimana, quando c’è maggiore affluenza.

4. ORGANIZZARE IL TEAM DEL TAVOLO

La composizione del tavolo può variare a seconda delle occasioni. Di base, 3 persone sono sufficienti. Di queste 2 possono occuparsi di volantinare e avvicinare le persone. L’altra può essere impiegata per la raccolta delle firme.

5. IL PRIMO CONTATTO

Non aspettiamo che le persone vengano a noi, non succede quasi mai, anzi spesso non ci vedono nemmeno. È bene approcciarsi alle persone in modo rispettoso ma con sicurezza. Ricorda che stiamo svolgendo un servizio alla cittadinanza. Facciamo sentire le persone partecipi e protagoniste delle nostre campagne.

6. LA RACCOLTA DELLE FIRME

Considera che soltanto i dati leggibili possono essere conteggiati.
È consigliabile che i moduli vengano riempiti direttamente da noi, chiedendo i dati alle persone e lasciando loro il compito di firmare. In questo modo, i moduli saranno più ordinati e si eviteranno cancellature ed errori.

7. VALORIZZARE I CITTADINI

È importante che i cittadini che firmano vengano resi protagonisti delle nostre campagne che possono crescere se facciamo crescere il coinvolgimento. Le persone apprezzeranno il fatto che cittadini come loro che stanno difendendo interessi comuni: quindi anche loro.
In particolare, per le persone più interessate:

  • lasciamo una copia della nostra brochure di presentazione o altro materiale disponibile
  • chiediamo se vogliono rimanere aggiornati sulle nostre iniziative, se è possibile chiamarli per farli intervenire al prossimo tavolo o iniziativa, raccogliendo i loro dati sull’apposito modulo contatti.

Chiediamo con un sorriso un contributo alla campagna. Non facciamoci remore: le nostre campagne sono autofinanziate.
Vinti i primi timori, ci accorgeremo che i cittadini apprezzano questo modo di fare e che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono contenti di sostenere anche economicamente le iniziative che condividono.

 

1 Comment

  1. Una scelta priva di senso , che studio approfondito e’ stato fatto. Non ci sono altri soluzioni? Scelta molto discutibile

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