Vivisezione. Ricerca senza animali: ce lo chiede l’Europa

Vivisezione. Ricerca senza animali: ce lo chiede l'Europa.

EcoRadicali aderiscono al Corteo Nazionale – Stop Sperimentazione Animale

Si tiene oggi a Milano il Corteo Nazionale – Stop Sperimentazione Animale. Pubblichiamo in anteprima il nostro intervento.

Da troppo tempo o – per alcuni di noi – da sempre, siamo costretti a mobilitarci per chiedere alle istituzioni il rispetto di leggi che non abbiamo voluto e che in molti casi neanche condividiamo.

Dobbiamo farlo anche sulla vivisezione.

Sì parliamo di vivisezione, e non di semplici “test” sugli animali, perché di questo si tratta. E a dirlo non siamo noi EcoRadicali, né altri “fanatici” ecologisti, ma la stessa Corte di Cassazione.
L’Unione europea, ha messo al bando i “test” sugli animali per droghe, alcool, tabacco. Lo ha fatto da 7 anni con la Direttiva 63/2010.

Ministra Lorenzin, Governo, Parlamento: anche questo «ce lo chiede l’Europa»!

In realtà il divieto ci sarebbe anche in Italia, ma come per molte cose italiane, questo è solo sulla carta.

Con il Decreto Legislativo 26/2014 siamo arrivati con un ritardo di 4 anni a recepire i contenuti della Direttiva europea. Oltre ad essercela presa comoda, molti degli obblighi europei sono stati edulcorati grazie a una serie di interventi a gamba tesa del Governo, piegando regolamenti e gruppi parlamentari.

Dal 1 gennaio di quest’anno, anche in Italia sarebbe dovuto scattare questo divieto, se non fosse intervenuta la proroga sulla proroga!

Oggi parliamo di “test”. Ma a nessuno sfugge come, dopo il traffico di droga e armi, segue quello sempre più crescente di esseri umani e animali.
Il traffico di animali, compresi molti di quelli che vengono impiegati per la vivisezione, rappresenta un gigantesco introito per regimi sanguinari e gruppi terroristici. Quando i nostri media si ricordano di parlare di qualcos’altro che non sia Renzi, Salvini, Berlusconi o Grillo e per caso ci informano di massacri, attentati o colpi di stato, è bene sapere che una parte di quelle armi è stata comprata con i soldi del traffico di animali.

Ecco che la tortura sugli animali in anonimi laboratori è in realtà la tortura verso un intero pianeta. Ed è per questo che siamo in piazza: per denunciare la connivenza dell’intero sistema politico italiano.

In molti difendono la vivisezione (e quindi anche i “test”) in nome di una pretesa, presunta e forse anche presuntuosa “libertà di ricerca”.
Chi lo fa, in realtà, sta soltanto difendendo i privilegi – economici, di carriera e di potere – di una parte del mondo della ricerca.

Questa non è una sterile polemica. Sono i fatti.

La Direttiva 63/2010 obbliga gli stati membri ad adottare misure tese allo sviluppo della ricerca senza animali:

  • sviluppare metodi alternativi;
  • individuare laboratori specializzati e idonei per lo sviluppo di tali metodi;
  • promuovere la divulgazione delle informazioni sugli approcci alternativi;

Per l’anno 2016, il Ministero dell’Istruzione ha assegnato 92 milioni di euro per bandi di ricerca in ambito biomedico.

Di questi 92 milioni, neanche un euro è stato assegnato a modelli di ricerca senza animali.

Noi siamo per la libertà di ricerca. Di tutta la ricerca, e non solo quella funzionale alle multinazionali.

Siamo in una spirale nella quale abbiamo sempre più bisogno dei farmaci delle multinazionali per curarci dal loro inquinamento e dai loro cibi avvelenati. Si tagliano i posti letto e si aumenta la spesa farmaceutica. I profitti delle multinazionali volano, il debito pubblico esplode.

La ricerca senza animali è possibile. È il mondo scientifico a dirlo. È il progetto Horizon 2020 a dimostrarlo. Sono in corso di sviluppo 300 nuovi progetti di ricerca senza animali in Europa. Anche gli USA stanno investendo massicciamente.

Grazie alle scelte miopi della Ministra Lorenzin e alle opposizioni che non ci sono mai quando servono, l’Italia perderà il treno dei nuovi modelli di ricerca, rimanendo (peraltro) indietro anche su quella convenzionale.

Questo modo di governare è fallimentare sotto tutti i punti di vista.

Eppure proprio il nostro paese, grazie alla sua biodiversità e alla ricchezza culturale, sarebbe quello che più di tutti potrebbe beneficiare da una riconversione ecologica.

Abbiamo scampato il pericolo di una “riforma” costituzionale che, tra le varie, eliminava la tutela ambientale dalle prerogative della Repubblica.

Ma rimaniamo sotto assedio.

Se 20 anni di berlusconismo hanno smantellato la tutela ambientale a suon di condoni, deregulation e salvacondotti per inquinatori e speculatori, questo governo sta completando l’opera.
Ma anche i “nuovi” si sono già inchinati al partito del cemento, alle lobby dello sfruttamento animale (vedi la riapertura dello Zoo di Torino o la triste vicenda dei canili a Roma) e molto altro.

Oggi anche i nostri parchi sono a rischio. È in discussione alla Camera una proposta di legge che permetterebbe la caccia, l’edificazione, l’apertura di nuove miniere.. nei parchi! Ma questa legge mira soprattutto a svendere le nostre risorse naturali alle multinazionali.

Dobbiamo fermare questo scempio. Dobbiamo vincere insieme anche questa battaglia. Dobbiamo soprattutto cambiare la mentalità di chi “fa politica”, ma anche di tanti, troppi, elettori distratti.

Insieme, possiamo!

1 Comment

  1. Ancora una volta articolo complesso e completo che fa chiarezza su un tema che, toccando la nostra salute, è assolutamente centrale

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